Il percorso parte da Piazza Saint-Chaffrey dove è situata la porta Ecomuseale di Sotto-chiesa ed il parcheggio. Tra i due bar, in corri-spondenza di una fontanella e di una santella, s’imbocca via Borghi, fino al ricongiungimento con la strada comunale, si devia a sinistra e giunti al cimitero si riprende la mulattiera che sale sulla destra e, intersecando più volte la strada comunale per Pizzino, si giunge al segnavia 155. Si percorre la strada agrosil-vopastorale fino al Santuario della Madonna Assunta di Salzana, eretto nell’anno 1466. Sempre lungo il sentiero 155 si arriva alla fonte dedicata alla visita pastorale effettuata da San Carlo Borromeo e quindi al caratteristico borgo del Fraggio, dove è possibile ammirare la chiesetta di S. Lorenzo risalente al 1493. Poco sopra l’abitato si devia verso destra seguendo la strada agrosilvo-pastorale che riporta verso Pizzino, alle case rurali di Morteruccio; imboccando la strada asfaltata che sale si prosegue per circa un chilometro e mezzo. In questo tratto è possibile fare una breve de-viazione alla quattrocentesca chiesa di S. Antonio Abate, meta abituale delle Rogazioni Ambrosian, e antiche processioni per la benedizione dei prati e dei pascoli. Proseguendo si giunge in prossimità del bivio che conduce a Piazza Morandi, per cui si devia verso destra seguendo la strada sterrata. Oltrepassato il piccolo borgo dalle antiche abitazioni, si imbocca il sentiero che porta a Retaggio e, lungo il 153A si prosegue verso il Grasso dove, dalle prime case della frazione, si seguono le indi-cazioni per il 130B, che porta al borgo di Ca’ Corviglio, dove si trova la chiesetta di S. Rocco (1590, ampliato 1744). Dalla chiesetta si percorre un tratto di strada per uscire dal borgo e qui si seguono le indicazioni deviando a sinistra per Sottochiesa. In poco tempo si raggiunge il borgo di Santa Rosa, il più antico di Sottochiesa e dove vivevano i notabili del paese, tra le quali i Salvioni, che nel 1680 fecero erigere la cappella privata di Santa Rosa e Santa Lucia. Dal borgo si sbuca nella piazza dove fu eretta la colonna della “Fidelitas Taleggii” (1609), che ancora oggi ricorda il patto di lealtà di Taleggio alla Repubblica di Venezia. Si prosegue sulla strada comunale fino a tornare al punto di partenza.

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