Come Raggiungere
Lasciata l’auto nel parcheggio presso il Ponte del Becco(600msl) ci troviamo di fronte alla partenza una bella bacheca(foto n.7) che ci descrive gia’un po di storia di questi luoghi,ci incamminiamo seguendo il segnavia Cai n.130b,poco dopo svoltando a sinistra sul torrente Asinina ci troviamo il Ponte della Forcola,(foto 8)gia’documentato in mappe del 1500dc,sulla destra invece si perde un vecchio sentiero dove nel 2011 sono state ritrovate delle armi(foto 3) nascoste sotto una roccia appartenenti a qualche brigata partigiana della zona.
Proseguiamo sul nostro percorso che inizia pian piano a salire attraverso il bosco fino ad arrivare nel piccolo,ma ben tenuto,borgo di Ca Corviglio(foto 2),oramai quasi disabitato per gran parte dell’anno e, poi nella contrada Grasso di Pizzino(886 msl,foto n.5),qui invece qualche abitante fisso lo troviamo ancora,adesso al bivio che troviamo seguiamo il sentiero n.153a che, fra vari sali e scendi, su un antica mulattiera quasi sempre nel bosco ci troviamo nel vecchio borgo di Giopparia,oramai abbandonato da decenni,dove troviamo una lapide(foto 6) su una parete,per adesso ancora in piedi,apposta in ricordo di un agguato ai danni di un abitante del luogo avvenuto in circostanze sconosciute nel ’44,camminiamo ancora fino ad arrivare al bivio per salire verso il passo di Grialeggio,prendiamo adesso il sentiero n.153c.Passiamo il guado delle sorgenti della valle Asinina(1000msl), in un punto dove l’acqua si infiltra quasi sempre nel sottosuolo,in rapida ascesa arriviamo al valico(1701 msl,foto n.4).Usciti dal bosco adesso seguiamo il sentiero n.102 che ci porta verso le baite di Cancervo (1697 msl),attraverso ampi pascoli e zone rocciose,da qui troviamo l’ultimo bivio della nostra escursione.Seguiamo adesso il sentiero n.130 in discesa fino a raggiungere,tramite una piccola deviazione di pochi minuti,le baite di Cantiglio(1082 msl,foto 1)dove nel dicembre ’43 ci sono state le prime 3 vittime della resistenza in val Taleggio,durante un rastrellamento effettuato dai soldati tedeschi e repubblichini.Da qui,rientrati sui nostri passi,si scende attraverso una mulattiera (foto 9 e 10),riprendendo il segnavia Cai n.130, fino a ritornare al punto di partenza.
Si parla di un’ escursione piuttosto lunga,sulle 7/8 ore di cammino con circa 1500 m.di dislivello,molto ricca di storia,di persone che qui hanno vissuto per anni e anni fino al secolo scorso lavorando e sudando su questa terra fra antichi pascoli, decine di carbonaie,km di mulatterie e sentieri calcati da chissà quanti passi.Quel che rimane adesso è un paesaggio bellissimo dove oltre alla natura(facile avere incontri sorprendenti con cervi,caprioli o camosci),che si è ripresa quasi tutto il suo spazio,ci si puo’soffermare nei vari luoghi e lasciar volare libera la mente ricordando quanto di bello e, purtroppo anche quanto di brutto è stato fatto qui negli anni passati.Alcune persone non riescono ancora a dare il giusto peso a quanto è stato fatto per noi su queste montagne per conquistare la liberta’ ,camminare e vedere tutte queste testimonianze fan venire spesso la pelle d’oca,ma ci rendono consapevoli di dover e potere portare avanti questa storia anche per chi calpesterà i nostri passi dopo di noi in questa valle di silenzio e pace.
La storia
Negli ultimi anni, grazie alla passione di un gruppo di ragazzi, stiamo portando avanti un progetto di riqualificazione dei sentieri della Val Taleggio.Tanti di questi ,magari anche semi abbandonati,ci hanno portato a riscoprire luoghi nascosti ricchi di storia e in questo caso di storia partigiana.
Nel racconto che propongo ho scelto un anello che ha come partenza il Ponte del Becco che si trova all’ingresso della valle salendo da San Giovanni Bianco attraverso gli “Orridi”,il percorso procede poi verso la Val Asinina (classificato come Sito di Importanza Comunitaria)per salire poi verso Cancervo e scendere passando da Cantiglio.
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